mercoledì 14 maggio 2008

Society, you're a crazy breed



http://www.youtube.com/watch?v=7loLxor-Hsg


Perchè quando ascolto certa roba penso che sia l'essenza di tutto, e solo la melodia mi riempie la testa di pensieri disparati che roteano in circolazione. Non hanno relazione, sono dei flash. Questo è il potere della musica. Aumentare la fantasia, come quando sogni o come quella che solo Dalì teneva stretta.
Pensi alla gioia che hai quando ti svegli alle tre di notte e ti accorgi che ti restano 4 ore di sonno; quando vedi un bambino correre incontro a un piccione; una coppia legata da un'interdipendenza reciproca paragonabile alla necessità che ha un pesce nei confronti dell'acqua; l'abbraccio di due anziani all'aeroporto; un sorriso che con disinteresse ti viene dato dal passante sulle strisce pedonali; i consigli che ti porta la natura... Giorgio Gaber diceva "Ho bisogno di un gesto naturale".
Come dargli torto.

E intanto ascolto Eddie. Così continuo a sognare.

It's a mistery to me
we have a greed
with which we have agreed

You think you have to want
more than you need
until you have it all you won't be free

society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me

When you want more than you have
you think you need
and when you think more than you want
your thoughts begin to bleed

I think I need to find a bigger place
'cos when you have more than you think
you need more space

society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me
society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

there's those thinking more or less less is more
but if less is more how you're keeping score?
Means for every point you make
your level drops
kinda like its starting from the top
you can't do that...

society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me
society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

society, have mercy on me
I hope you're not angry if I disagree
society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

venerdì 4 aprile 2008






















Quando ascolti una canzone, cerchi di farlo immedesimandoti nell'autore del testo. Se poi hai la possibilità di vederlo dinanzi a te, carico di quella grinta, dolcezza ma soprattutto sincerità con cui canta, il tutto diventa molto più semplice. È come un libro aperto che de cide di raccontarti la sua vita, esperienze cariche di dolore e gioie. La cosa che impressiona di più, è quanto il suo ermetismo riesca comunque a far percepire allo spettatore un messaggio, magari non esplicito ma comunque onesto ed interpretabile. Se a tutto ciò aggiungi pedal steel, banjo, mandolino, chitarra acustica,... non può che uscirne un concerto da cornice. Grazie Francesco!

giovedì 25 ottobre 2007

Polvere australiana















Oh, riesco ad aggiornarlo!

2 mesi sono trascorsi dal mio arrivo e dato che il 30 ottobre prenderà il via questo viaggio alla scoperta dell’Australia inizio a pormi domande riguardo quello che ho imparato e soprattutto quali sono i privilegi dello studiare inglese quaggiù. Ho conosciuto e sto conoscendo persone di differenti nazionalità: giapponesi, coreani, taiwanesi (o taiwaniti?), thailandesi, brasiliani, colombiani, spagnoli, cileni, turchi, israeliani, svizzeri, scozzesi e naturalmente australiani. Oltre ad imparare ed approfondire una nuova lingua ho la possibilità di ascoltare esperienze e tradizioni di differenti culture, parlare di problemi sociali che nella mia piccola nazione nemmeno c’immaginiamo. Qualche esempio: Taiwan: sebbene la superficie equivale a metà della Tasmania, la sua popolazione è pari a quella dell’Australia. Invivibile.

Nella città di Bogotà, in Colombia, il 70% dei cittadini sono disoccupati, ma se vuoi lavorare per guadagnare 150 franchi a settimana come fotografo, devi essere disponibile sette giorni su sette otto o più ore al giorno. Se un colombiano fa scalo a Buenos Aires, Argentina, è probabile che un ufficiale di polizia gli stia appresso in maniera asfissiante per tutto il giorno.

In Cina, il governo ha bloccato parecchi siti internet perché non vuole che i cittadini vengano a conoscenza di ciò che succede al di fuori della nazione.

Gli israeliani (quelli che ho conosciuto qui) si chiedono come mai nessuno può vedere Bush.

“Ci sta aiutando”.

I turchi (quelli che ho conosciuto qui) credono fortemente nella pena di morte.

In Giappone, è considerato amorale bere vino o birra durante la pausa pranzo, però ti è concesso fare tutto il casino che vuoi quando mangi la minestra. Ihih!

In Brasile puoi trovare ville lussuose nel bel mezzo delle Favelas, e uno dei pochi mestieri che può garantirti un futuro decente è quello del calciatore.

Quando ti chiedono dei problemi in Svizzera… hai quasi vergogna a rispondere se pensi a certi manifesti che decorano le nostre strade, ma allo stesso tempo ti rendi conto di essere fortunato a vivere in una nazione così piccola ma ugualmente sicura. Però ti chiedi… Com’è mai possibile che nonostante ciò la Colombia sia il secondo stato più felice del mondo, mentre la Svizzera uno dei primi con più suicidi del pianeta?

Gli australiani… sono persone estremamente aperte (forse troppo? Si, forse troppo, ma va bene così!). Settimana scorsa sono stata bloccata in mezzo alla città da un ragazzo di Amnesty International il quale cercava nuovi cittadini da coinvolgere. Siccome non sono australiana mi ha poi salutata augurandomi buona giornata. In serata, tornando da scuola ripercorrendo lo stesso tragitto, l’ho incontrato di nuovo e quando mi ha vista, riconoscendomi, mi ha abbracciata. Ieri, sul tram, due teenager hanno iniziato a conversare con me come se mi conoscessero da una vita. Nei negozi, alla cassa, ti viene sempre chiesto: “Ciao, come stai?”. Al tg del mattino i giornalisti non si limitano a comunicare eventi o fatti accaduti, ma dopo ogni notizia seguono sempre almeno due minuti di commenti con opinioni personali. Quando parlano di sport, lo fanno in maniera divertente, scherzandoci sopra quasi a rendere il specifico evento qualcosa di ridicolo. Sono persone che adorano ridere, difatti trovi molti programmi televisivi dedicati alla satira, e se qualcuno non può vedere John Howard, il primo ministro, non si fa problemi a comunicarlo via etere.

Ogni domenica pomeriggio, se non sai cosa fare, entri nel pub “Young & Jackson” dove puoi ascoltare concerti di musica blues.

Ci sono comunque parecchie persone che non possono vedere vietnamiti, cinesi, coreani, africani, indiani… “Ci portano violenza e droga”. A questo punto vorrei imparare la lingua degli aborigeni per sapere cosa pensano loro dell’uomo bianco. Vedrò di prepararmi per novembre.

Parto il 30 ottobre da Melbourne, con un gruppo organizzato percorriamo la costa sud passando per la Great Ocean Road, Grampians National Park per poi arrivare ad Adelaide, capitale del South Australia dove vi rimarrò per 3 giorni, uno dei quali dedicato ad un’escursione nella Barossa Valley, famosa per i vigneti ed il loro vino (strana meta per un’astemia, isn’t it?).

Il 6 novembre parto con un altro gruppo verso il centro dell’Australia, in un viaggio di 7 giorni il quale avrà come tappe deserti, canyons, culture aborigene, città sotterranee (Cooba Peedy) e quel roccione gigantesco (Uluru) che, per fortuna, è di proprietà aborigena. Questo tour terminerà ad Alice Springs, dove rimarrò 2 giorni prima di prendere il Ghan, leggendario treno che, attraversando il deserto in una giornata di rotaie, mi riporterà ad Adelaide.

domenica 23 settembre 2007

Shops & Philipp Island

















21 settembre 2007
Shops

Dopo tre settimane mi sono imposta di entrare in un centro commerciale. Curiosità. Alla faccia del “negozio”! Per quanto riguarda la moda ho scoperto una scalinata sotterranea che porta ad una gigantesca area di vestiti di ogni tipo, essa si ricollega ad altri negozi soprastanti l’uno diverso dall’altro. Assurdo, un labirinto di stoffa! E che prezzi! Niente in paragone al piccolo, consumato, splendido spazio in Flinders Street dedicato esclusivamente ad abbigliamento di seconda mano anni sessanta, con gigantografie raffiguranti i Doors, Hedrix e affini appese ai muri rivestiti di legno. Spettacolo!!! Cinture in cuoio a soli 5 dollari in cui puoi odorare il profumo della polvere del deserto e scorgere qualche graffio portato dal tempo. Non è emozionante poter indossare roba di un’altra generazione? Non ho comprato nulla… conservo i soldi per quando sarò ad Alice Springs, la città nel cuore dell’Australia nel bel mezzo del deserto rosso…
Tornando ad oggi, dopo un paio d’ore di cammino ecco di fronte a me un negozio(ne) di articoli di musica e film. Scendo le scale mobili, alzo lo sguardo, e chi c’è proiettato sul grande schermo per promuovere un music-dvd? Johnny Cash! Mezzora come un ebete, a bocca aperta, scattando foto tra gente che mi osservava con un punto di domanda al posto del viso. Ahah!
Patti Smith, Joni Mitchell e tanti altri a soli 9 dollari… come ho fatto a resistere non lo so.
Per concludere la giornata tappa in una libreria di libri usati, odore tipico di pagine sudate a furia di essere lette… lì non sono riuscita a trattenermi, poi l’ho fatto per una buona causa no? Devo pur impararlo ‘sto inglese! Mi mancate, mi manca anche guidare! Lavorare no pero’. Quindi… cerco di godermi al meglio anche i prossimi due mesetti.


22 settembre 2007
Philipp Island

A 90 minuti a sud Melbourne c’è un’isola chiamata Philipp Island, lunga 15 chilometri e larga 5; la destinazione di questa giornata soleggiata. Prima di raggiungerla, ci siamo fermati qualche paese prima per visitare un parco di koala e canguri liberi a cui abbiamo potuto dar da mangiare direttamente dalle nostre mani, accarezzandoli: morbidissimi! Alcuni di loro con il baby nel marsupio, qualche volta vi sbucava il muso!
Non sono mancati wombats, dingo, emu, lama, pappagalli e persino diavoli della Tasmania, i quali pero’ non era proprio il caso di sfamare per conto nostro!
Un’oretta più tardi abbiamo continuato il viaggio raggiungendo il lato più a sud dell’isola. Una piantagione di gabbiani la decorava e il forte vento che sbatteva sul mare mosso faceva da sottofondo ai loro striduli versi. Dopo una pizza sulla spiaggia eccoci giunti all’attrazione più famosa del luogo: ogni sera, al tramonto, la specie più minuscola al mondo di pinguini esce dal mare per rintanarsi nelle loro tane situate qualche centinaia di metri dalla spiaggia. Non è stato possibile scattare fotografie, è infatti vietato in quanto sono molto sensibili alla luce e probabilmente i flash delle macchine fotografiche li spaventerebbero creando problemi alla loro vista. La cosa divertente è stata assistere alla loro uscita dall’acqua per poi imbattersi in decine di gabbiani incazzosi con i quali c’è stata qualche disputa per la conquista del territorio. Ok, domanda per voi dove però non è permesso usare google: il pinguino è un uccello o un pesce?

lunedì 17 settembre 2007

Great Ocean Road and Wildlife
















15 settembre 2007

Partenza dal cuore di Melbourne alle otto di mattino, mezzo di trasporto un pullman con tanto di conducente che durante il tragitto non ha mancato un momento per raccontarci la storia della città, dello stato e dell’Australia stessa dal punto di vista ambientale, economico, turistico e soprattutto culturale. Se lo stato di Victoria (che tra l’altro è il più piccolo del continente dopo l’isola della Tasmania) ha un totale di 5 milioni di abitanti, solo la città di Melbourne ne conta ben 3.700.000.
Destinazione mare, passando per Geelong, Tourquai, e altri paesi di cui purtroppo non ricordo il nome ci siamo poi fermati sotto una piantagione di Eucalipti. Naso all’insù, ed ecco una popolazione di koala appollaiata sui rami di media altezza. La maggiorparte nel mondo dei sogni. Pare infatti che su una durata di 24 ore giornaliere, ne passano ben 20 dormendo. Lazzaroni! Per nostra fortuna ne abbiamo scoperto uno molto rintontito che si era addormentato su un ramo non troppo alto. Ideale per essere fotografato da vicino nel bel mezzo del suo ambiente naturale.
Così, percorrendo la Great Ocean Road attraversando intere verdi distese con miriadi di mucche a farne da padrone e foreste dalle piante grattacieliche (dove sono riuscita ad intravvedere mamma cangura con piccolo al suo fianco), eccoci giunti al mare. Ma questo è un mare diverso da quelli che ho visto fino ad ora. Chilometri e chilometri di spiaggia senza un’anima umana, giusto lo spirito di qualche granchio morto. Ok, è vero che qui non è certo il periodo di andare a prendere il sole visto che la temperatura gira attorno ai 18 gradi, ma in ogni caso… è bello far finta che questi siano luoghi immacolati dove nessuno abbia ancora messo piede, ed è proprio questa l’impressione che danno. Prato, vegetazione, rocce, sabbia e acqua. Stop.
Impressionanti i “Dodici apostoli”, giganteschi monumenti rocciosi che fuoriescono dall’acqua nei pressi della riva, con le onde che sbattendoci contro creano un eco veramente speciale. L’impressione che ho avuto guardando questo spettacolo è stata quella di essere di fronte alla fine del mondo, come se da lì in avanti non ci fosse più nulla, soltanto acqua e Nemo.

domenica 9 settembre 2007

“Victoria: On the move.”















3 settembre 2007.
Mica male come sottotitolo al numero di targa, no? Sempre meglio che: Garage Boschetti, Lugano. Ihih. Eccomi in Oceania. Oggi primo giorno di primavera. A testa in giù, come direbbe qualcuno. Ora sono seduta sul letto, ascolto Peter Gabriel, scrivo e sorrido ripensando alla chiacchierata turistica fatta prima con Greta, la signora che mi ospita, cordiale, simpatica, colta, speed e alternativa. Grande! Stamattina è stata così gentile da farsi mezz’ora di auto per portarmi in centro e mostrami la via della scuola. Sorrido anche ripensando all’uomo che ieri è venuto a prenderci in stazione, quando ha capito che si parlava italiano ha chiesto di indovinare di quale nazionalità fosse, ok… né greco e nemmeno inglese: “Siciliano sognno!!!” Ahah, e tutto contento ha messo da parte un momento la sua aria distinta per far posto a un cd di caberet australiano, con un Beppe Grillo della zona che prendeva in giro le caratteristiche siciliane. Belle persone.
Del resto, la scuola è al 90% popolata da ragazzi di nazionalità asiatica e nella casa in cui vivo ci sono due giapponesi e una taiwana (o taiwanita? Boh), simpatiche e un poco riservate. Noto delle similutidi a livello caratteriale tra me e loro. Bello, a parte che quando fanno i gargarismi le senti a un miglio di distanza.
Melbourne, da quel poco che ho potuto intuire oggi, ha una distesa di attrattive che voglio visitare, al costo di farlo da sola. Musei, teatri, esibizioni, giardini, parchi, creatività, festival, concerti (gratuiti!!!), escursioni… wow. Ho pure saputo che tra qualche settimana ci sarà Elton John a concertare in uno dei parchi della città, peccato che però 200 dollari non li sborso… Sorry ma “Tiny Dancer”, per quanto bella che sia, continuerò ad ascoltarla allo stereo. Sono anche sollevata nel vedere che almeno dall’altre parte del globo, i manifesti di carattere sociale esposti presentano frasi tipo: “Make poverty history.” Quasi quasi faccio una foto e la spedisco al Signor Wicht e alla sua banda di pecore.
Il manifesto più grande che ho visto diceva di usare l’acqua in modo molto parsimonioso, anche a scuola girano avvisi del genere, pare infatti che in Australia l’acqua non sia per niente di troppo…
Un saluto da Surrey Hills, Alandale Street. I’ll write you soon! Fla

9 settembre 2007.
L’altro giorno, dopo aver visitato l’immenso “Victoria Market” e una mostra fotografica, mentre camminavo in direzione della stazione per prendere il tram mi sono imbattuta in un ragazzo, isolato sul marciapiede, che con il suo piccolo amplificatore e la sua chitarra consumata suonava e cantava senza la pretesa di attirare l’attenzione del pubblico. Come treni in corsa, le persone gli passavano dinanzi, ma di degnarlo di un misero ascolto non c’era verso. Io ci ho tentato, sono rimasta lì mezz’ora e alla fine ho preso un suo cd.
www.myspace.com/spencerjohnsonjoseph
È un genere che ricorda un po’ i Travis, ma più acustico… Credo sia per colpa sua che ieri, dopo aver fatto tappa alla Rod Laver Arena (sede degli Australian Open di tennis), mentre camminavo in città senza una meta precisa ho deciso di andare al cinema a vedere “Once”, mi ha incuriosita il poster raffigurante una coppia di musicisti. Bellissimo film, non per niente il titolo viene accompagnato da: “May will be the best music film of our generation”. Dolcissimo ma allo stesso tempo per niente smielato, la miscela giusta. www.oncethemovie.com
Devo dire che qui la gente è davvero “friendly”: sono sul tram, armeggio con la macchina fotografica, guardo la cartina, insomma dò proprio l’idea di essere una turista. Un ragazzo mi osserva, nota tutto ciò, si avvicina e inizia a parlarmi consigliandomi su cosa vale la pena visitare a Melbourne indicandomi con cura quale tram prendere. Cammino per strada, mi fermo fotografando il poster del film sopra citato perché mi ricorda la copertina di un album di Bob Dylan, passa un signore anziano, mi osserva incuriosito e inizia a chiedermi se l’ho già visto o se mi piacerebbe vederlo. Così, si ferma, chiacchiera e poi mi augura buona giornata. Entro in sala, barcollo perché i pop corn e la coca cola mi sbilanciano un pochino… un tipo vede la scena ed esclama ridendo: “Hi, take care, don’t fall down!” Bestiali.
Come ultima meta della giornata non poteva mancare l’Hard Rock Café, la chiesa di ogni credente dipendentedamusica. Come a Barcellona, anche in questo c’è una Chevrolet appesa a mo’ di lampadario sopra il bancone del bar e chitarre ovunque… Tom Petty, Jimi Hendrix e tanti altri.
Cammino come una dannata! Ma sono contenta, soprattutto la sera quando torno a casa esausta e ci guardiamo tutti insieme Crocodile Dundee per il piacere delle asiatiche che, stranamente, non l’hanno mai sentito nominare! Poi vedere Paul Hogan con un australiana che commenta il film... ha tutto un altro sapore.
Oggi invece visita allo zoo, ben quattro ore per vedere tutti gli animali che lo popolano e, finalmente, eccomi a pochi passi dal canguro, anzi… dai canguri, saranno stati una ventina sparsi qua e là… assopiti senza rendersi conto di essere i vip della giornata con tutti quegli obiettivi e sguardi puntati su di loro. Bellissimo inoltre vedere Timon dal vivo, il suricata è di una dolcezza incredibile. Impressionante l’anaconda, mai vista prima, per non parlare della serra delle farfalle, alcune con un’apertura alare di 15 centimetri, armate di colori sfavillanti volteggiavano sopra le nostre teste.

giovedì 30 agosto 2007

Ricordi di una giornata toscana...















Tour on the road in Toscana
22 maggio 2007

È con immenso piacere che cerco di ripercorrere ora, a distanza di qualche mese, la nostra fantastica gita (io e quattro amici) tra la buona gastronomia, le città culturali, i paesini più tipici e la semplice genuinità delle persone che popolano questi territori.


Alle 6:30 di quel lunedì eravamo già tutti e cinque in viaggio in direzione di Pienza, dopo una tappa di siesta arriviamo nei pressi di Firenze e siccome abbiamo qualche problema col gps mi fermo a chiedere informazioni a un ragazzo addetto all’autolavaggio, le uniche parole che ho capito erano: “Rhoma, autostrhhada”. Alla faccia dell’accento marcato. Adorabile. Il problema era che non riuscivamo a capire come mai, il gps della Stefi, ci prevedeva ancora tre ore di viaggio quando mancavano si e no 80 km all’arrivo. Si è poi scoperto che io, alle prime armi con un navigatore satellitare, strada facendo avevo programmato Pienzen (un paese della Germania) anziché Pienza. Evviva! Niente, qualche risata e siamo ripartiti. L’uscita da prendere sull’autostrada a1 è comunque “Valdichiana”. Eccoci finalmente giunti tra i colli della Val d’Orcia, dove gli agriturismi ne fanno da padroni.
Dopo aver pranzato con il punto di domanda in fronte per il fatto che nessuno di noi sapesse cosa fossero i “pici” apparsi sulla carta del menu, abbiamo chiesto informazioni al cameriere il quale, con un ghigno forzatamente trattenuto, ci ha spiegato che sono gli antenati degli spaghetti, essi possono raggiungere anche i tre metri di lunghezza.
Arrivati a Pienza rimaniamo subito affascinati da questa piccola perla del senese in stile rinascimentale. Molto particolari sono i nominativi delle vie “via dell’amore”, “Via della fortuna”, “via del bacio”, ecc… Sembra infatti che questo paese fu costruito con l’intenzione di dare l’esempio di convivenza pacifica alla sua popolazione. Molto suggestiva la “balconata” che dà direttamente sulle colline della Val d’Orcia, con i suoi campi infiniti e l’aria pura. C’erano forse un po’ troppi turisti, ma è inevitabile in questi periodi…
Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo invece a Montepulciano, paese circondato da una cinta muraria e da fortificazioni anch’esse in stile rinascimentale. Si respira veramente un’aria magica e poetica, sembra quasi di ritornare indietro nel tempo! Di questa zona è molto rinomato il suo vino.
Terminata la visita di Montepulciano, ripartiamo verso il nostro Bed & Breakfast di Bagno Vignoni, passando, con gli u2 nello stereo, tra i vigneti in tramonto di San Quirico d’Orcia. Bagno Vignoni è un piccolissimo borgo conosciuto per le sue acque termali, strano trovare una piazza con al centro un’immensa vasca! Credo sia stata la sera dove ho mangiato meglio, forse per l’emozione di essere in vacanza, o forse proprio perchè quella bruschetta aveva un sapore divino!

mercoledì 29 agosto 2007

















Lo slogan è "Creare sicurezza".
Questo manifesto dell'udc è nelle nostre strade ormai da qualche settimana, ribrezzo. La mania di usare un linguaggio populista per colpire la gente lo detesto. Cosa raffigura? Tre pecore bianche sulla bandiera nazionale che scalciano quella nera, con volto visibilmente triste, oltretutto (Ma chi è l'illustratore???). In un primo momento come reagisci? Io, rimanendone schifata mi sono vergognata della nazione in cui vivo. È la prima volta che provo un sentimento del genere. Poi, una volta arrivata a casa, mi trovo in bucalettere un prospetto relativo: "La raccolta delle firme per l'espulsione dei criminali stranieri è iniziata. I criminali stranieri sono quelli che compiono atti criminali violenti quali omicidi, traffico di droga, stupri e ogni altro crimine sessuale. Naturalmente anche chi abusa della nostra ospitalità ingannando le istituzioni sociali deve essere considerato un ospite non gradito." Come cosa la trovo giusta in minima parte. Credo sia più corretto applicare questa legge solo agli stranieri che vivono da noi da meno di un anno. In questo modo, saranno più propensi a non commettere reati o abusi e in secondo luogo si evita di offendere e mancare di rispetto a chi in Svizzera vive da più tempo. Ogni tanto dovremmo provare a metterci nei panni di qualcuno che è cresciuto con la guerra in giardino, magari senza una mamma che per merenda ti portava al lago con veneziana e thè freddo. Con questo non voglio dire che hanno una scusante, ci mancherebbe. Ma nemmeno usare questi metodi brutali con linguaggi elementari per risolvere un problema. Tornando al manifesto... se volevano dare l'idea del "diverso", avrebbero potuta farla verde con le antenne, la pecora. Stronzi.

martedì 28 agosto 2007

Jeff Buckley - Grace












Brividi. Sulla pelle si ha la stessa sensazione che provi entrando nella vasca da bagno, essa giunge quando la sua voce prorompe come una scossa elettrica dallo stereo, brividi... Malinconici ed energici. Sebbene tutta la sua vita abbia avuto a che fare con negatività di ogni tipo, abbandonato dal padre ancora prima di nascere (Tim Buckley, un folksinger che "doveva" seguire la carriera musicale...) e morto annegato giovanissimo, nulla cancellerà il suo breve e intenso lavoro.
Wait in the fire!

"There's the moon asking to stay
long enough for the clouds to fly me away
well it's my time coming, i'm not afraid to die
my fading voice sings of love,
but she cries to the clicking of time
oh, time
wait in the fire...
and she weeps on my arm
walking to the bright lights in sorrow
oh drink a bit of wine we both might go tomorrow
oh my love
and the rain is falling and i believe
my time has come
it reminds me of the pain
i might leave
leave behind
wait in the fire...
and i feel them drown my name
so easy to know and forget with this kiss
i'm not afraid to go but it goes so slow"

sabato 18 agosto 2007

















Walk the line - Quando l'amore brucia l'anima. 2005.
Sarò di parte perchè adoro Johnny Cash, ma questo film è fantastico.

"... I wear the black for the poor and the beaten down,
Livin' in the hopeless, hungry side of town,
I wear it for the prisoner who has long paid for his crime,
But is there because he's a victim of the times.

I wear the black for those who never read,
Or listened to the words that Jesus said,
About the road to happiness through love and charity,
Why, you'd think He's talking straight to you and me..."